Aisla Reggio Calabria

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Aisla Reggio Calabria nasce il 25 marzo del 2012 da una felice intuizione di Maurizio Casadidio e Osvaldo Pieroni entrambi malati di SLA resisi conto che le battaglie singole che ognuno di loro conduceva contro la burocrazia , le istituzioni , le inefficienze della sanità calabrese , non producevano che sterili e provvisori successi . Capirono che era necessario unire le forze , fare squadra , per far sentire piu' forte la voce dei malati di SLA calabresi e produrre cosi' benefici duraturi e a lunga scadenza per tutti . Forti del sostegno del gruppo " Gli amici di Cecio " di Chorio , gruppo di amici che , in ricordo di Vincenzo Infortuna malato di SLA morto il 18 dicembre 2008 , fin dal 2009 organizzava un memorial calcistico in suo nome per sensibilizzare le persone sulla SLA , decisero di fondare Aisla Reggio Calabria che prima di allora era presente con la referente Saveria Fontana


Ci sono coloro che guardano le cose che sono, e si chiedono perché...Noi sogniamo le cose che non sono mai state e ci chiediamo: perché no?Insieme quotidianamente, in una società colpevolmente distratta e troppo spesso assente, lavoriamo per costruire un domani migliore, che forse noi non vedremo, ma che costituirà un’eredità preziosa per i nostri figli.Un’eredità morale e civile, basata sul rispetto dell’individuo in ogni sua condizione della vita e dei principi di solidarietà, etica, ed inclusione sociale.Lavoriamo nella convinzione che "Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni."Ed i nostri sogni sono meravigliosi perché tendono ad una società equa e solidale che si faccia carico dei cittadini svantaggiati, rispettando i diritti di cittadinanza, cura e uguaglianza sociale.Una realtà in cui le pari condizioni non siano più sterili esercizi teorici buoni per la convegnistica, ma principi inderogabili sui quali regolamentare la vita pubblica di Paesi che si vogliono chiamare civili, come l’Italia.Ognuno di noi, ognuno di voi, può essere un pezzo fondamentale di questo cambiamento.C’è molta strada da compiere perché si possa finalmente realizzare una rivoluzione prima di tutto culturale che faccia dell’uomo il suo progetto.Sono molti gli interventi da fare affinché ci si avvicini, anche solo lontanamente, ad uno Stato moderno ed illuminato, capace di fari realmente carico delle fasce deboli e dell’assistenza agli ammalati.
Eppure, sono convinto che noi ce la faremo perché un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l'impossibile. Insieme saremo capaci di spandere la nostra energia nell’universo facendo della sofferenza un ragionare di vita che illumini il mondo.

Maurizio Casadidio
10 dicembre 2011
 
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